La Gestalt di Fritz Perls

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Frederick S. Perls (Berlino 1983 – California 1970) è il padre della psicoterapia della Gestalt.

Perls fu un personaggio molto controverso, più di una volta modificò completamente il suo pensiero e la sua concezione della Gestalt.

Insieme a Hefferline e Goodman nel 1951 pubblica “gestalt therapy” il testo cardine della psicoterapia della Gestalt.

Molte sono le scuole nate dopo la sua morte, gli allievi che l’hanno conosciuto in vari momenti della vita di Perls, hanno sviluppato quello che Fritz gli aveva insegnato in quel dato periodo storico.

Nell’ultimo periodo della sua vita Perls fondò la comunità di Esalen a Big Sur. in California; nel 1969 Perls scrisse Dentro e fuori il bidone della spazzatura (In and Out the Garbage Pail), che si  propone come una forma di autobiografia sui generis, spontanea e irriverente in cui si alternano confessioni coraggiose, pensieri in libertà, poesia, lampi di approfondimenti filosofici, motti, commenti, ricordi, brani di auto terapia.

In questa biografia Perls stravolge tutto ciò che aveva detto e scritto precedentemente, per questo motivo Paul Goodman durante il funerale di Perls lo critica vivamente, ritenendo che avesse tradito la Gestalt, dando luogo ad aspre polemiche.

La Gestalt di Perls era legata alla riscoperta dell’uomo nella sua autenticità, l’uomo libero dalla maschera di plastica imposta dai condizionamenti sociali, per Perls non esisteva un uomo libero dai conflitti, ma questi fanno parte della vita della persona l’importante è sviluppare nel corso della vita un equilibrio con un “onesto conflitto”.

Attraverso l’esperienza sedia vuota, la persona può entrare in contatto veramente con se stessa con le proprie parti tenute sullo sfondo, per riportarle in figura ed armonizzarle tra loro, alla fine lo scopo è quello di permettere all’essere umano di poter diventare “realmente se stesso”.

di Fabio De Santis

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