La prigione dell’ossessivo-compulsivo

 

Un paziente ogni 10 secondi batteva le mani, Interrogato sul perché di questo strano comportamento, rispose: “Per scacciare gli elefanti.” “Elefanti? Ma qui non ci sono elefanti!” E lui: “Appunto.”

Paul Watzlawick

Ciao, in questo nuovo articolo voglio descriverti il disturbo ossessivo-compulsivo, e di come si manifesta nella quotidianità.

Le ossessioni sono immagini, pensieri, che si inseriscono in modo intrusivo nella vita della persona.

Le compulsioni sono azioni messe in atto per limitare l’ansia che si prova in certe situazioni di vita, es di compulsione sono: lavarsi continuamente, ripetere frasi, spostare oggetti seguendo un certo “rituale”,pregare, controllare ripetutamente di aver chiuso il gas, ecc.

Tanti persone in forti momenti di stress possono avere piccole scaramanzie, ma è la continuità nel tempo di certi sintomi che influiscono significamente in negativo nella vita di una persona, a portare a diagnosticare un DOC (disturbo ossessivo-compulsiv0).

Questo disturbo colpisce il 2-3% della popolazione, indistintamente uomini e donne, esordendo clinicamente prima nel maschio “tra i 15 e i 19 anni”, che nelle femmine, esordio tra il 20 e i 29 anni.

Chi soffre di DOC vive come in una prigione in quanto le strategie messe in atto per vincere le ossessioni si rivelano dei forti alleati al mantenimento delle ossessioni stesse.

Il paziente con un DOC metterà in atto delle tentate soluzioni per vincere la sua ossessione, come per esempio il “controllo”, ma è proprio la ricerca eccessiva di controllare i pensieri intrusivi che scatena  ancor di più le compulsioni.

Un’altra tentata soluzione del paziente ossessivo che rinforza la patologia stessa è il bisogno di rassicurazioni, un paziente che chiamerò R, viveva una storia sentimentale con una donna sofferente di disturbo ciclotimico, frequenti erano i cambiamenti umorali della donna che spesso lasciava e tradiva R.

R per gestire la forte ansia che lo attanagliava iniziò ad andare da un cartomante per dei consulti sulla sua storia sentimentale, le rassicurazioni offerte dal cartomante: “La tua ragazza ti ama e tornerà da te” , rincuoravano R alleviando la sua ansia, ma ad ogni nuova uscita “di testa” della ragazza, R sprofondava nell’abisso e tornava di nuovo dal cartomante. Questo comportamento ossessivo aveva comportato per R anche un importante dispendio economico.

Questo resoconto clinico è un chiaro esempio di come la tentata soluzione peggiora il problema.

il concetto di tentata soluzione è stato coniato dalla scuola di Palo Alto, e in particolare da Paul Watzlawick.

Disturbo ossessivo cure.

Provabilmente un paziente che soffre di un DOC molto forte non guarirà mai definitivamente, ma può appendere a convivere con il disturbo in questione.

La terapia maggiormente indicata è di tipo espositivo, in quanto prendere contatto diretto con le paure temute porta ad una quasi estinzione del sintomo ossessivo.

Soffri di disturbo ossessivo? Contattami per un colloquio presso il mio studio

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