Per una una nuova cultura educativa

 

Per una nuova cultura educativa Di Germana Verganti

Cosa fare per sviluppare una comunicazione non violenta?

Negli ultimi anni la violenza e il senso di minaccia sono cresciuti. È importante educare a una nuova cultura della relazione. Spesso gli autori di violenza sono soggetti sempre più giovani, i docenti si trovano a doversi confrontare con più frequenza con conflitti interpersonali in aula, talmente forti da impedire lo svolgimento delle lezioni. Questo perché mancano le competenze relazionali per fronteggiare situazioni conflittuali sia da parte degli adulti che da parte dei più giovani, bambini compresi. Il seme della violenza ha un insieme di concause e si estende in più ambiti: la famiglia, la scuola, la società, il gruppo dei pari. Tra le cause principali ci sono i seguenti fattori:
1. L’incertezza di valori e regole sia nei giovani che negli adulti
2.Cambiamenti a livello sociale
3. Disoccupazione
4. Impoverimento
5. Situazione socio economica e politica precaria e instabile
6. Incuria fin dalla prima infanzia, presenza di esperienze traumatiche precoci.
Tutti questi fattori contribuiscono al senso di insicurezza e disorientamento personale. Il problema della violenza è frequente tra adolescenti e adulti ma sempre più spesso assistiamo a manifestazioni aggressive già tra i bambini. Anche essere vittima di abusi e maltrattamenti nell’infanzia e nell’adolescenza e assistere a scene di violenza é oltreché traumatico, un fattore di rischio per lo sviluppo infantile sano. Pertanto, diventa fondamentale intervenire già in situazioni e fasi molto precoci in quanto le esperienze correttive nelle relazioni evitano, e limitano, il favorire e il sorgere di comportamenti violenti nei futuri adolescenti e adulti, stimolandoli invece a sviluppare capacità di problem solving adeguate nel qui ed ora. È noto, che chi ha vissuto in contesti violenti, sia dal punto di vista psicologico che fisico, tenderà in futuro a rendersi responsabile di azioni maltrattanti. Intervenire fin dalle prime manifestazioni ha un esito prognostico favorevole, è importante rafforzare positivamente le relazioni con le figure di riferimento significative che devono essere come diceva Winnicott “sufficientemente buone”, stabilendo legami sicuri. Le prime esperienze infatti vengono interiorizzate in schemi operativi interni (MOI di Bowlby) che poi costituiscono delle mappe orientative per l’individuo. Se si sviluppa un legame sicuro di conseguenza si avrà un modello operativo interno caratterizzato da fiducia in sé e nel mondo e il bambino svilupperà capacità di autonomia e autostima personale, capacità di relazionarsi all’altro in modo affettuoso, assertivo, non critico e pertanto non aggressivo. Prevenire la violenza significa aiutare i bambini a sviluppare le competenze che consentono la gestione dei conflitti in maniera efficace. I principi dell’educazione non violenta sono considerati dei fattori di prevenzione. Tali principi ritengono che ricorrere alla punizione o all’utilizzo di ricompensa e premi, siano comportamenti diseducativi, predisponenti alla violenza, in quanto sono modi per esercitare il controllo sull’altro obbligandolo alla sottomissione. Tutto questo va a danneggiare un elemento fondamentale delle relazioni sane ovvero la cooperazione reciproca. Quali sono i comportamenti che favoriscono la violenza e la comunicazione non autentica?
1. Far sentire in colpa l’altro per le azioni fatte, questo significa manipolare l’altro facendolo sentire responsabile del malessere altrui.
2. Sviluppare il senso della vergogna nell’altro.
3. Come già detto, la punizione e il ricorrere a ricompense e premi.
Quali sono invece i comportamenti che favoriscono una comunicazione non violenta?
1. L’onestà
2. Non criticare l’altro
3. Non insultare
In una parola essere autentici. Essere autentici implica il concetto di intimità come lo intendeva Eric Berne, l’autore dell’Analisi Transazionale. Nell’intimità Infatti non ci sono messaggi segreti, secondari, manipolatori, la comunicazione a livello sociale (apparente) e psicologica (nascosta) coincidono. Nell’intimità le persone possono esprimere liberamente le proprie emozioni in modo adeguato a risolvere i conflitti. Quando si è in intimità la comunicazione non è mai svalutante ma porta sempre ad un esito costruttivo.
Dott.ssa Germana Verganti
Bibliografia:
Stewart I., Joines V., (1998). L’Analisi Transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani. Garzanti Editore.
Cierpka M., (2007). Faustolos. Insegnare ai bambini come risolvere i conflitti senza violenza. Koiné edizioni, Roma.
Marshall B. Rosenberg (2010). Educare con la comunicazione non violenta. Esserci edizioni.

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