Analisi transazionale cos’è?

analisi transazionale  di Germana verganti

ANALISI TRANSAZIONALE COS’E’?

L’Analisi Transazionale (d’ora in poi AT) è una filosofia, una concezione dell’uomo, una psicoterapia finalizzata alla crescita e al cambiamento della persona, che si focalizza sul funzionamento intrapsichico e relazionale. L’assunto filosofico di base è che “Io sono Ok, tu sei OK”, ovvero ognuno ha diritto di essere amato ed è capace di autorealizzarsi. Come vedremo più avanti questo assunto è alla base del metodo contrattuale della AT. Alla sua base ci sono dei concetti chiave, ne vedremo alcuni: 1) Modello degli Stati dell’Io (GAB): possiamo immaginare di suddividere la personalità di un individuo in diverse parti, dette Stati dell’Io, che sono definiti come l’insieme di comportamenti, pensieri ed emozioni . Più precisamente quando ci si comporta, pensa ed emoziona come quando si era piccoli, in modo spontaneo, si dice che si è nello Stato dell’Io Bambino (B), se ci si comporta, pensa e sente, nel qui ed ora, utilizzando tutte le risorse funzionali tipiche della personalità adulta, capaci di elaborare le informazioni in modo adattivo, si dice che si è nello Stato dell’Io Adulto (A), infine se ci si comporta , pensa ed emoziona secondo modalità che sono state incorporate dalle figure genitoriali, allora si sta attivando lo Stato dell’Io Genitore. 2) Strutturazione del tempo, con particolare riferimento ai “Giochi” e al concetto di “Intimità”: sono sei i modi per strutturare il tempo (isolamento, rituali, passatempi, attività, giochi e intimità) ma mi soffermerò su giochi e intimità. I giochi sono modi di strutturare il tempo ripetitivi, caratterizzati dal fatto di seguire una sequenza tipica che termina sempre con una sensazione di disagio e di sgomento derivante dal fatto di non essere nello Stato dell’Io Adulto, e di aver cambiato ruolo nella dinamica (es. da vittima a persecutore), manca quindi la consapevolezza. Un gioco avviene quando vi è una duplice comunicazione con l’altro, una comunicazione è palese, l’altra implicita ( a livello psicologico), comporta sempre una svalutazione e termina con una emozione parassita, cioè non autentica, spiacevole. Attraverso i giochi le persone ripropongono sempre delle strategie infantili che non sono più adatte nel qui ed ora e non rispondono a modalità efficaci adulte. Nell’Intimità invece non ci sono messaggi psicologici nascosti, ma si esprimono emozioni e desideri in maniera autentica, adeguati al contesto, non vi è alcuna svalutazione di sé o dell’altro, questo comporta il porsi sempre in maniera costruttiva quando si è in relazione autentica con il prossimo. 3) Le carezze: sono definite come unità di riconoscimento, un semplice es. è dare il buongiorno e ricevere come risposta un sorriso oppure essere ignorati. Si parla nel primo caso di carezze positive, nel secondo di carezze negative. Ognuno ha bisogno di carezze per sentirsi visto e riconosciuto dall’altro. Alcune persone accettano e vanno alla ricerca di carezze negative, perché questa è la modalità con cui sono state trattate nell’infanzia, questo spiega parte di alcuni comportamenti disfunzionali e disturbi, perché qualsiasi tipo di carezza è meglio di niente. Nella vita adulta, inconsapevolmente, possiamo riproporre o cercare questo tipo di carezze negative. 4) Il copione: questo concetto è importante perché permette di comprendere la motivazione del comportamento delle persone e di come lo agiscono. Il copione possiamo immaginarlo proprio come quello di un attore che deve andare in scena a teatro, solo che la scena qui è quella della vita reale. Si inizia a scrivere questa storia già alla nascita, con un inizio, una trama principale, vari scenari, con un carattere che può andare dal comico, al tragico, al banale. Il copione è un piano di vita al di fuori della consapevolezza, basato su una decisione presa in base alle emozioni, durante l’infanzia (Berne), ancora prima che il bambino abbia la capacità di parlare. Questa decisione viene poi rinforzata dalle figure di riferimento, tramite l’invio di messaggi, e dagli eventi della vita o meglio da come le persone li interpretano adattandoli alla trama della propria esistenza. I copioni possono essere di tre tipi: – Vincitori: si realizza l’obiettivo che ci si è prefissati – Perdenti: non si raggiunge l’obiettivo dichiarato – Banali: non si corrono rischi, si tira a campare giorno per giorno. Il senso di perdente o vincente è accompagnato dalla sensazione di agio che accompagna il risultato, ad es. una persona può diventare ricchissima ma essere infelice perché il suo obiettivo è quello invece di vivere isolato dal mondo come un’eremita. 5)Metodo contrattuale: come accennato all’inizio dell’articolo alla base del metodo contrattuale vi è l’assunto filosofico che ogni persona è OK, proprio per questo motivo sia l’analista che il paziente, rapportandosi alla pari, stipulano un contratto, assumendosi congiuntamente la responsabilità di raggiungere un determinato cambiamento/obiettivo. Sia terapeuta che paziente partecipano al cambiamento, non c’è la pretesa che lo psicoterapeuta abbia la bacchetta magica e possa fare tutto al posto del paziente.

Dott.ssa Germana Verganti

Riferimenti bibliografici: Stewart, V. Joines (1987), L’analisi transazionale, Guida alla psicologia dei rapporti umani, Garzanti Editore. M. James, D. Jongeward (1987), Nati per vincere, Analisi Transazionale, Edizioni San Paolo,Cinisiello Balsamo (Milano). S. Woollams, M. Brown (2009), Analisi Transazionale, psicoterapia della persona e delle relazioni Cittadella Editrice, Assisi.

https://dottoressa-germana-verganti-psicoterapeuta.webnode.it/articoli/

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