COME OSTACOLIAMO IL CAMBIAMENTO? “Il DONO D’AMORE”

Un aiuto arriva dalla Terapia Ricostruttiva Interpersonale   

di Germana Verganti

 Cos’è la Terapia Ricostruttiva Interpersonale (IRT)? È un tipo specifico di trattamento elaborato da Lorna Smith Benjamin, utilizzato dai terapeuti con pazienti ritenuti particolarmente difficili o resistenti alla psicoterapia. E’ quindi generalmente desinata a pazienti che soffrono profondamente e la cui qualità della vita è invalidante e insoddisfacente. E’ una terapia particolarmente utile per il Disturbo Borderline di Personalità ma può essere utilizzata anche per altri di disturbi.

COME OSTACOLIAMO IL CAMBIAMENTO? “Il DONO D’AMORE”

 

  • Perché ci sono alcuni pazienti che sono particolarmente refrattari alla psicoterapia e al cambiamento, e continuano a mantenere il loro sintomi con una certa “fedeltà”? Il presupposto alla base di questa forte resistenza va cercato nello stile di attaccamento che questi pazienti hanno instaurato con le persone per loro Utile quindi un breve richiamo al concetto di Modello Operativo Interno (MOI), introdotto da Bowlby nella Teoria dell’Attaccamento, che consiste in una rappresentazione interna di Sé e di ciascuna figura di attaccamento e dal tipo di interazione- relazione che si instaura tra il bambino e la figura di attaccamento. Queste relazioni vengono poi generalizzate in Modelli Operativi Interni e costituiscono la base per le successive relazioni interpersonali, orientando il comportamento della persona. Attraverso i MOI il bambino ha uno

“schema interiorizzato” per poi potersi orientare e relazionare nel mondo e con gli altri, anche nelle fasi successive della sua vita. Ritornando alla IRT di L. Benjamin, l’idea di base è che la difficoltà a                 rispondere efficacemente al trattamento sia proprio da ricercarsi nel modo in cui i pazienti

 

rispondono alle interiorizzazioni che si sono fatte, nel passato, nella loro infanzia, riguardo le figure di riferimento fondamentali, più che a ciò che accade nella situazione attuale.

  • In che modo è utile la Terapia Ricostruttiva Interpersonale?

L’obiettivo della IRT quindi è quello di facilitare il paziente ad abbandonare le speranze legate alle figure di attaccamento. Quindi nel trattamento si porta alla luce il legame esistente tra i comportamenti disfunzionali del presente attuati dal paziente e le rappresentazioni e interiorizzazioni delle figure di attaccamento del passato. Questo legame lo possiamo chiamare “dono d’amore”, cioè il tentativo di rimanere fedeli alle proprie figure di riferimento, al fine di sentirsi amate, una sorta di vero e proprio giuramento di lealtà che i figli fanno verso le persone importanti, e questo spiega il permanere dei sintomi, il dono d’amore è più forte del desiderio di cambiare i processi disfunzionali.

  • Come si manifesta il comportamento disfunzionale? I sintomi si possono manifestare attraverso quelli che Benjamin chiama i processi di copia:
  • Identificazione per similitudine: il paziente si comporta come la figura interiorizzata, ad come la madre, se questa era una donna che subiva le violenze del marito, potrebbe accadere che il paziente si comporti esattamente come la madre sottomettendosi. “Sono come te, ti amo e ti perdono; amami per questo”.
  • Identificazione per opposizione: la persona reagisce in maniera opposta a quella che osservava nel proprio genitore o altra figura di attaccamento, per cui tornando all’esempio di prima, anziché sottomettersi eserciterà controllo sull’altro. “Farò tutto quello che non sei tu, voglio che tu lo sappia, arrenditi e amami”.
  • Ricapitolazione uguale: il paziente agisce come se si trovasse davanti sempre la figura di riferimento, se da piccolo veniva continuamente attaccato dal padre, allora nella situazione attuale si metterà sempre sulla “Le tue regole sono le mie, vi farò fede per sempre, quando lo capirai mi amerai”.
  • Ricapitolazione per opposizione: la persona si comporta in modo opposto a quello desiderato dalla figura di attaccamento, finché non è accettata secondo le proprie condizioni e non quelle attese dall’altro. “Farò l’opposto di quello che mi chiedi finché non ammetterai che ho ragione e mi amerai così come sono”.
  • Introiezione: il paziente si tratta così come veniva trattato dal genitore, se gli veniva sempre detto “non sei capace”, da grande si svaluterà costantemente ( non sono capace, non sono in grado, non ce la faccio). “Mi tratto come hai fatto tu, sono d’accordo con te, amami per questo”.
  • Perché si utilizzano i processi di copia?I processi di copia sono mantenuti dalla speranza di mantenere la prossimità psichica con le persone importanti con cui si è cresciuti, se ad es. il

 

paziente agisce rispettando le regole del padre, cerca di riceverne l’approvazione e l’amore, l’obiettivo del dono d’amore infatti è quello di sentirsi amati.

I processi di copia sopra riportati si possono ritrovare in qualsiasi tipo di relazione, possono ad esempio essere utili per comprendere come mai si scelgono spesso partner con determinate caratteristiche, dando vita a rapporti disfunzionali e patologici, e riproponendo comportamenti e vissuti della propria storia familiare, spesso senza averne consapevolezza; tutto questo al fine di mantenere la vicinanza psichica con le figure di attaccamento. I processi di copia servono quindi proprio per manifestare il proprio dono d’amore, anche a costo di sacrificarsi e perseverare in comportamenti distruttivi. Se da bambina una paziente ha vissuto in una famiglia dove il padre picchiava la madre ripetutamente, probabilmente sceglierà da grande, uomini con caratteristiche simili a suo padre manifestando così la fedeltà alla figura genitoriale. Oppure in un soggetto con un Disturbo di Personalità Dipendente, dove il dono d’amore può essere riassunto in “finché ci sei tu va tutto bene, senza di te non posso sopravvivere”, la posizione assunta dalla persona è quella della sottomissione ad una persona dominante, che dovrebbe rispondere ai suoi bisogni. Questo perché i genitori non hanno smesso di accudire il figlio al momento opportuno, ma sono diventati controllanti e iperprotettivi, si sono sostituiti a lui nelle pratiche quotidiane, mandandogli il messaggio “sei fragile, non sei capace”. La persona quindi, proprio perché si sente inadeguata e incompetente, cercherà qualcun altro da cui dipendere, anche a costo di subire abusi e maltrattamenti.

  1. Benjamin diceva che ogni psicopatologia è un dono d’amore, e questo è possibile vederlo per i vari disturbi di personalità.

La TRI è una terapia a lungo termine che prevede come presupposto di partenza stimolare il paziente a divenire consapevole dei propri modi di fare disfunzionali, comprenderne l’origine e i vantaggi. Fatto questo si decide se volerli cambiare e imparare a bloccarli e sostituirli con nuovi modi di comportarsi funzionali ed efficaci, in un setting terapeutico caratterizzato da collaborazione e alleanza empatica, che garantisca protezione e sicurezza al paziente.

Dott.ssa Germana Verganti

 

Bibliografia:

Benjamin L. S. (2003). Terapia Ricostruttiva Interpersonale. Las, Roma, (2004).

Benjamin L.S. (1996). Diagnosi interpersonale e trattamento dei disturbi di personalità. Las, Roma (1999).

Bowlby J. (1977). The making and breaking of affectional bonds, British Journal of Psichiatry.

 

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