La sessualità del Narcisista

 

Articolo di Germana Verganti

LA SESSUALITA’ DEL NARCISISTA
Il Disturbo Narcisistico di Personalità, secondo il DSM IV – TR, è caratterizzato da un quadro pervasivo di grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia, compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da 5 o più dei seguenti elementi:
1. Senso di grandiosità
2. Mancanza di empatia verso gli altri
3. Invidia persistente
4. Certezza di meritare privilegi più degli altri
5. Percezione di essere unici o speciali e capiti solo da poche persone
6. Tendenza a sfruttare gli altri per i propri interessi
7. Reazione rabbiosa o di grande umiliazione di fronte a una critica
8. Fantasie di illimitato successo, potere, amore, bellezza
9. Eccessive richieste di attenzione o ammirazione.
Tale disturbo è più frequente nella popolazione maschile rispetto a quella femminile. Il narcisismo per Kernberg si inserisce nell’organizzazione Borderline di Personalità, e si delinea lungo un continuum che va da un narcisismo sano a un narcisismo patologico.
Cosa distingue il primo dal secondo tipo di narcisismo?
Nel narcisismo sano c’è l’amor proprio ma c’è anche attenzione per i bisogni dell’altro, la persona possiede un Sé integrato. Nel narcisismo patologico, non si riesce a vedere l’altro come separato da se stesso, il figlio è un prolungamento della madre, manca la presenza di un Sé coeso, vi è la scissione tra le parti idealizzate e quelle negative che vengono proiettate all’esterno perché troppo dolorose da sopportare. Per Gabbard il narcisismo patologico si riconosce dalla qualità della relazione, queste persone sono infatti incapaci di amare, sono privi di empatia, non sanno cosa significa preoccuparsi per gli altri, anzi li strumentalizzano.
Come si comporta il narcisista patologico dal punto di vista sessuale e in amore?
L’uomo narcisista non si innamora quasi mai, gli altri sono “oggetti da usare e abbandonare secondo i propri bisogni narcisistici, incurante dei loro sentimenti.” (Gabbard) . Può sembrare innamorato quando l’oggetto del suo desiderio di conquista non è disponibile. In tali situazioni il narcisista sperimenta impotenza e frustrazione, attuando così una fase di accurato corteggiamento, chiamato love bombing, il future faking (fare progetti di vita insieme alla partner), il gaslighting (manipolazione psicologica che induce l’altro a dubitare dei propri pensieri), con l’obiettivo di far cadere la vittima nella sua trappola. La preda solitamente è una persona empatica, che sovente ha bisogno di colmare un grande vuoto affettivo, è estremamente bisognosa di amore, facile da agganciare. In questa fase di corteggiamento la donna può credere che l’uomo sia effettivamente innamorato, in realtà è tutta una strategia che mira alla conquista sessuale. Una volta che la vittima è stata conquistata, che il rapporto sessuale è stato consumato, il narcisista perde l’interesse per l’oggetto “d’amore” e si mostra terribilmente indifferente e spesso ricorre al gosthing, ovvero scompare all’improvviso oppure torna a cercare la partner solo per soddisfare nuovamente i suoi bisogni sessuali. La numerose e varie conquiste sessuali hanno lo scopo di confermare la potenza virile del narcisista o di mettere a tacere l’angoscia legata a dubbi circa la propria identità sessuale.
I soggetti con una struttura narcisistica di personalità hanno una spiccata capacità di eccitazione sessuale, ma non sono in grado di investire dal punto di vista emotivo. Questo perché alla base del disturbo vi è una profonda ferita narcisistica che consiste nel fatto che il bambino futuro narcisista, non è stato rispecchiato durante la sua infanzia dalle figure di attaccamento, pertanto non si è sentito riconosciuto e visto per quelli che erano i suoi reali bisogni e desideri. Il bambino era uno strumento per alimentare l’ego dei genitori, quasi alla stregua di un bellissimo oggetto da mostrare per ottenere ammirazione, pertanto doveva essere perfetto. I genitori non avendo riconosciuto e rispecchiato il figlio hanno impedito che questi maturasse un sano riconoscimento dei propri stati emotivi. Col tempo queste persone hanno iniziato a sentire la rabbia che ha “l’obiettivo inconscio di cancellare l’offesa di chi ha osato opporglisi, incomprendere, dissentire o fargli ombra” (Kouth). Durante l’atto sessuale la persona narcisista è molto concentrata sull’aspetto fisico, sulla sua performance, la ricerca di ammirazione, piuttosto che sulla partner.
Chi ha una struttura narcisistica di personalità, ha una sessualità di tipo promiscuo che è strettamente connessa all’eccitazione sessuale verso una preda non disponibile. Allora l’uomo sperimenta rabbia, frustrazione, invidia, desiderio di raggiungere la preda a tutti i costi. A livello inconscio viaggia parallelamente il desiderio di voler rovinare l’oggetto della conquista, tramite la svalutazione. Questo è difatti quello che accade una volta che si è consumato il rapporto sessuale, la donna credendo all’innamoramento spera di poter instaurare una relazione intima, l’uomo invece diventa totalmente indifferente di fronte a queste richieste e innesca un processo di svalutazione e umiliazione verso la donna. Conquistata la preda il narcisista vuole solo fuggire dal pericolo dell’intimità e andare a cercare nuove prede. Manca la capacità di avere relazioni oggettuali caratterizzate da autenticità e intimità, ciò che viene idealizzato è solo l’aspetto sessuale. Il narcisista nutre una spiccata svalutazione nei confronti della sessualità femminile, e un netto rifiuto verso il bisogno di intimità della donna, per tale motivo le preferenze sessuali delle donne non sono prese in considerazione, questo è diretta conseguenza della sua incapacità ad amare e a impegnarsi seriamente dal punto di vista personale con la partner.
Dott.ssa Germana Verganti, psicologa-psicoterapeuta
Riferimenti bibliografici:
Kernberg, O. (1995). Relazioni d’amore. Normalità e patologia. Raffaello Cortina Editore, Milano.
Novellino, M. (2014). L’approccio clinico all’analisi transazionale. Epistemologia, metodologia e psicopatologia clinica. Franco Angeli, Milano.

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